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laforestaperduta
once in a livetime
8 dicembre 2006
COME DESCRIVERE....

Come descrivere due serate.. così diverse eppure così uguali...
Entrambe iniziano in un modo non molto simpatico... coda coda coda...
coda in autostrada...
coda ai cancelli...
coda alle scale per il parterre...

(mi domando ancora quale sia il senso di un concerto rock visto da seduti...)

Con il panino salamella e peperoni inondato da birra in fase digestiva mi appresto a scalare l'impervia montagna di teenagers in direzione del palco...

(mi domando ancora come sia possibile che tutte queste ragazze stiano in posizione così avanzata - trepidanti e frementi di vedere il loro idolo rocker - se poi dopo due note iniziano a piangere di farsi riaccompagnare indietro dove non ci sono tutti questi MALEDUCATI che spingono... però anche tanti maschietti fanno così. ANDATE SULLE GRADINATE E LASCIATEMI DIGERIRE IL PANINO IN PACE!!!)

Ecco le prime differenze:
- I TRIVIUM spaccano!!! non è proprio il mio genere, ma i ragazzi ci sanno fare...
- I NOISETTE... ehm... lasciamo perdere...
E comunque si sa... la prima ora è regalata. Se viene bene, tanto meglio.
Il gruppo headliner si fa aspettare. Chissà cosa mi aspetta...

L'ultima volta è stata nel 2000, Monza
L'ultima volta è stata nel 2004, Bologna


E quando scendono le luci, è sempre la stessa magia... quella che solo il rock ti può dare. Tutto intorno si fa buio e la vista periferica scompare. E tu sei solo contro 3 o 6.. non ha importanza. Tutto intorno una massa informe che ti spinge lontano. Ma tu ti dibatti, avanzi, gridi a squarciagola, salti, e infine.... LUI si volge a te e alza un pollice in segno affermativo.

BOH!

La serata è guadagnata... ora si può anche tornare alla realtà.
Coda alle porte...
Coda ai banchetti...
Coda all'uscita dal parcheggio...

Cazzo che sudata! Ma ne è valsa la pena....
Ci vediamo presto...




permalink | inviato da il 8/12/2006 alle 19:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
8 dicembre 2006

LUNEDI 4 DICEMBRE 2006
MILANO




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8 dicembre 2006

DOMENICA 3 DICEMBRE 2006
MILANO




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13 ottobre 2005
tema tema tema.....
Ecco il nuovo tema della Lega Metallica:

Se una persona qualsiasi, che non ha mai ascoltato metal, ti chiedesse: "Fammi ascoltare una sola canzone, una, che racchiuda l'essenza del metal affinche possa capire questa musica" quale canzone gli faresti ascoltare e perchè?

Il metal è una famiglia, ed è estremamente ampia. I suoi figli sono compresi in uno spettro tanto vario quanto lo possono essere le sensazioni umane. Perchè la musica è Arte, e il metal è musica. Non credo che esista una canzone che contenga la summa di ogni possibile elemento trasmissibile nel metal, anche perchè non esiste un musicista onnisciente. Io stesso, come probabilmente ogni altro, non apprezzo ogni cosa in ambito metal.
Se una persona mi facesse una domanda simile, anzituttto farei una prima distinzione: lo conosco? so quali sono le cose che lo toccano? in tal caso agirei di conseguenza (lo so, non è un metodo oggettivo). Se invece fosse uno sconosciuto... mmmhhh... probabilmente: ONE - Metallica. Melodia, tecnica, velocità, aggressività. Credo siano componenti importanti e piuttosto caratteristiche dell'Heavy Metal. Raccolgono sufficienti spunti per un primo approccio, a mio avviso. Poi... degustibus.



permalink | inviato da il 13/10/2005 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
1 ottobre 2005
tema tema tema....

che bravo! questa settimana sono in ritardo di pochissimo nella consegna. Tenga la mela, maestra...
Allora... il tema di questa settimana proponeva quanto segue:

I festival heavy metal stanno trovando gran popolarità, non più solo all'estero ma anche in Italia. Voi come vedete questi eventi? Li preferite al classico concerto? O trovate che sia meglio un single-show più curato e congeniato ad hoc per la band protagonista?

Svolgimento:

Dopo i gloriosi Monster of Rock degli anni '80, la formula dei festival in Italia (in Italia, non all'estero!) era un po' scomparsa. Nel '98 ecco spuntare il Gods of Metal. La Rock & Dogs ce la mise tutta per creare degli happenings musicali che potessero raggruppare un numero esagerato di bands di richiamo. Credo che il risultato sia stato decisamente: grandi bands, locations terrificanti (il Palavobis a giugno stracolmo di metallari... nel pomeriggio il soffitto aveva iniziato a gocciolare! e non vi dico cosa), servizi collegati praticamente inesistenti. Nel 2000 la Live ci propone finalmente uno stadio: Monza! Comodo da raggiungere, perfetto per un evento simile. La formula raddoppia: il festival diventa una due giorni, suddivisa soprattutto per generi. Peccato che la location debba essere abbandonata dopo solo due edizioni. Di chi sarà la colpa? Della giunta comunale (Mr. Manson) o della proprietà che ogni volta doveva completamente rifare lo stadio (ricordate il lancio di zolle verso Tommy Lee?)? Ora finalmente si è trovata fissa dimora in quel di Bologna (giunta permettendo). Ma nel frattempo il fenomeno si è allargato a macchia d'olio.
"Heineken Jammin Festival" (lo so! non è metal. ma il titolo parlava di Festival); "Summer Day in Hell"; "Tradate Iron Fest"; "Evolution Festival"; "Monster of Rock"... solo per nominarne alcuni. E per non parlare di tutti quelli organizzati, anche in ambito pop, da marchi vari (Coca Cola, Cornetto, Sprite, Mtv)
 
Il mio primo concerto, come già altre volte ho detto, è stato il Gods of Metal del 1998. Arrivare in un'arena piena di (allora mi sembrava) decine di migliaia di persone, è un'emozione immensa. Ti fa sentire parte di una grande e variopinta famiglia. Ragazzi e ragazze (ed esemplari non catalogabili), più e meno giovani (durante i Black Sabbat ho visto un tizio col figlio sulle spalle che avrà avuto si e no 8 anni e mostrava il dito a Ozzie), "metalloni classici" e tizi in giacca e cravatta (può anche essere che abbia sognato di veder passeggiare nell'arena un tipo vestito in jeans e camicia con al fianco una ragazza in tailleur rosa confetto con borsa di Prada al seguito... magari il sole e la birra).
Il bello di questi eventi è proprio la massa: possibilità di fare amicizia, il più delle volte vasti prati in cui svaccarsi in ascolto, tante belle bancarelle, panini ripieni di ogni skifezza ed una proposta musicale decisamente ampia e variegata. Ma proprio quest'ultimo punto è contemporaneamente "croce e delizia". Mi spiego. Inserire 13 bands in un programma di 12 ore di musica, tenendo conto che gli ultimi vorranno sicuramente il loro spazio, impedisce a gruppi "minori" di esprimere una scenografia, un sound ed un'esibizione in grado di esprimere il loro pieno potenziale. Prendiamo ad esempio i Blind Guardian proprio in quell'esibizione al GoM del '98. Farli suonare alle 13 (sotto un sole da 40°C!!!) per poco più di mezz'ora... ecco! Li avrà anche proposti a 20.000 spettatori in una volta sola (gran propaganda!), ma di certo la prestazione (soprattutto a livello vocale del "diesel" Hansi) non è stata proprio memorabile. E parlo di prestazione tecnica. Perchè sentire 10.000 voci intonare Bard's Song è un brivido incredibile. Ovvio che invece i Black Sabbat abbiano ampiamente dato fuoco alle polveri nella loro esibizione da headliners.
Quindi, direi che il festival è un'ottima soluzione, ideale per chi vuole farsi una "cultura metallica" conoscendo nuove bands o un picnic al sole ascoltando buona musica, in attesa del Gran Finale di giornata!. Se invece si vuole entrare maggiormente in contatto con gruppi specifici, il must resta il classico show serale.
Anche se la tendenza dell'ultimo anno è stata quella di nuove formule di festival. Esempi quali Tradate ed Evolution hanno portato a show di un numero certo minore di bands nel corso della giornata, ma ognuna di esse ha potuto portare ad un numero dignitoso i minuti a disposizione per l'esibizione. Con ottimi risultati, direi. E soprattutto a prezzi decisamente più contenuti per i fans.



permalink | inviato da il 1/10/2005 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 settembre 2005
tema tema tema...

Finalmente l'estate è finita! Anche se quest'anno è stato piuttosto mite, io ne ho comunque subito gli influssi nefasti. Il mio cervello gira a regime tra i 15 e i 25 (forse mi dovrei trasferire in nord Europa). Spero per l'ultima volta in ritardo, consegno il mio temino alla maestra della Lega.


La musica mi ha sempre accompagnato. Adoro la mia solitudine, ma allo stesso modo odio il silenzio. Mi capita quindi molto spesso di associare ad una canzone un determinato evento o periodo della mia vita. Così, come ogni volta che sento la Cavalcata delle Valchirie penso subito ad Apocalipse Now, quando ascolto Silent Lucidity dei Queensryche ricordo la prima notte in cui strinsi a me una persona molto importante. Quando andavo a scuola, avevo seri problemi a tenere a memoria le materie umanistiche; finchè si tratta di integrali, i processi logici scivolano da sè, ma una data relativa ad un evento è tutt'altra cosa. Aver una musica in sottofondo mentre studiavo mi aiutava molto (anche se mia mamma non la pensava così). Credo che pensandoci un pochino, riuscirei ad associare qualcosa ad ogni canzone che conosco. Ma qui parliamo di qualcosa di molto profondo. Parliamo di un pezzo che ti trasmetta qualcosa di unico e sentito. Beh, l'argomento l'ho proposto io. Quindi a qualcosa dovevo pur pensare mentre lo partorivo.

Through her Eyes (Dream Theater - Metropolis 2). Ogni volta che l'ascolto mi ritrovo là, al Palastampa (oggi Mazdapalace) a Torino. Era la prima volta che Lei veniva con me ad un concerto, ed ero un po' timoroso (ma soprattutto lei). Era stata a vedere Nek e Jovanotti, questa era un'altra cosa... Andare ad un "concerto metal", diceva sua madre, poteva essere rischioso: ti picchiano, si drogano, bevono (non l'avevo preso come un complimento alla mia persona)...
E invece eravamo lì. Io l'abbracciavo proteggendola dagli spintoni, la guancia sulla sua, in estasi di fronte ai gorgheggi di LaBrie (quella sera decisamente in forma) e le acrobazie dei talentuosi soci. Solo alla fine della canzone mi sono accorto del suo lieve bacio e della mano che mi asciugava una lacrima. Un ricordo che mi rimarrà per sempre.

 




permalink | inviato da il 20/9/2005 alle 14:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
1 luglio 2005
tema tema tema.... in ritardisssssimo!!!!!
Questo non potevo non scriverlo... anche se oggi non è stata una bella giornata e probabilmente ho il dente avvelenato...
L'argomento era Heavy metal/satanismo/occultismo...


Horror, occulto, satanismo. Ma dov'è il confine tra essi? Sono tematiche troppo vicine tra loro per potersi considerare del tutto slegate. Piuttosto la differenza sta nell'atteggiamento di chi racconta. E anche nella capacità ricettiva di chi ascolta. Perchè, in fin dei conti, di ideologia nel prodotto commerciale odierno c'è ben poco. E comunque ha una resistenza piuttosto bassa, sciogliendosi troppo facilmente nei verdi dollaroni di cui è fatta l'industria musicale. Magari una spiccata capacità di produrre ciò che al popolino può piacere, quello sì. Tutti abili comunicatori, in grado di indurre interesse ed emozioni. Esattamente come le troupe di psicologi ed esperti in comunicazione che presiedono alle selezioni del "grande fratello". Il rapporto ormai non è più prodotto-utente, ma utente-prodotto.
Premesso questo, credo che le suddette tematiche entrino progressivamente nella stesura del prodotto musicale come in quello cinematografico, letterario e stilistico in maniera sempre più preponderante. Nel corso delle epoche infatti le forme artistiche e comunicative in genere sono sempre state influenzate dalla situazione sociale generale. Viviamo in un'epoca d'incertezza e pessimismo. La recessione sembra attanagliarci in ambito sempre più globale. Le persone, le più insospettabili, esplodono in episodi di inaudita violenza sanguinaria. Il mercato del lavoro non concede la possibilità ai giovani di crescere e sfogare il proprio bisogno di libertà. Ci sentiamo minacciati dal "nemico" straniero, che viene qui per conquistarci ed imporre le proprie regole ed usanze...
Alcuni di noi vivono questa situazione con preoccupazione crescente. Altri con indifferenza. Altri ancora si disperano. Ed ecco che nuovi elementi di culto prendono il sopravvento. Pensate a quante persone hanno assistito alle ultime ore del papa polacco, carichi di una devozione inaspettata. E a quanti si avvicinano, in maniera più o meno metodica, all'occultismo e al paganesimo. Ma perchè questo? Perchè gli uomini necessitano di credere in qualcosa. Tutti hanno bisogno di dare uno scopo alla propria esistenza. E il culto è la via verso l'immortalità, unica risoluzione accettabile di un'esistenza vissuta nel dubbio e nel rischio. Immortalità che può essere propinata in vari modi. Attraverso la preghiera e la rettitudine cristiani; il sacrificio personale dei kamikaze musulmani; la devozione verso la Dea Madre dei culti neo-celtici; il sacrificio umano di alcune sette sataniche. La questione non è tanto il pensiero iniziale dell'individuo quanto la sua propensione a farsi abbindolare, unita all'abilità ammaliatrice di inculcare il messaggio da parte del precettore ad un determinato culto. Ragazzi modello, padri di famiglia e insospettabili casalinghe, se adeguatamente "intortati", possono divenire qualunque altra cosa...
Sono uscito un po' dal seminato? mmmhhhh... non ho nominato neanche una volta la musica. Già!
Beh, se la società volge verso tematiche di un certo tipo, sicuramente anche la musica (forma di comunicazione regina!) andrà in quella direzione. E se l'utente è il "cultore di forze oscure", i prodotti saranno film horror, musica dalle tinte buie, libri d'orrore, articoli di ammazzamenti strani e rituali... Tutto segue una sua logica sequenziale, al fine di focalizzare l'attenzione generale su di un argomento specifico. Nell'era dell'iper-informazione succede anche questo.
Dell'heavy metal non si parla mai in TV. E' un qualcosa non più di moda, che non si fa portare alla ribalta dai suoi operatori. Tranne quando può essere preso a collegamento per particolari fatti di cronaca. Se ne sente quindi parlare dai grandi mezzi di comunicazione solo quando un poster di Marilyn Manson viene trovato nella stanza di un assassino. O quando, sempre il Reverendo, era l'idolo di alcune ragazzine che uccidono una vecchia suora di provincia. E' chiaro che gli ignoranti dell'heavy metal, udendone solo in certi casi, si fanno una certa idea. E allora di chi è la colpa? Dei benpensanti? O di chi, ergendosi a moderna inquisizione, pilota l'informazione e le opinioni della gente?



permalink | inviato da il 1/7/2005 alle 17:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
31 maggio 2005
temi temi temi.....

Ecco qua i due temi che mi ero perso... ho fatto un po' di fatica, e di certo non godo della mia massima espressione creativa in questo periodo. Ma ho voluto tener fede all'impegno. Con domenica, e l'esibizione al campionato nazionale di duello storico, forse riuscirò nuovamente a tornare fra voi bloggers...


Che cosa vi ha affascinato/vi affascina del metal? Quali sono i temi che vi
toccano il cuore, quelle caratteristiche che rendono questa musica qualcosa di
speciale e diverso da tutto il resto?


Speciale... la musica in sè è speciale. E' l'arte che nel nostro secolo, insieme alla cinematografia, entra maggiormente nel cuore delle generazioni e ne modifica il costume. Io sento l'heavy metal come un compendio alla mia vita. Vivendo solo, mi fa compagnia. Quando guido alle 6 del mattino dopo una nottata di bagordi, mi tiene sveglio. Quando sono inkazzato, si sfoga con me. Quando mi sento meditabondo, con leggere melodie mi accompagna nella notte dei miei pensieri. Quando mi alleno con la spada, migliaia di voci urlano la vittoria in battaglia... L'heavy metal non è un genere. E' un universo intero, poliedrico e malleabile. Qui trovano spazio geni creativi come Hansi Kursch (si scrive così?), Jon Oliva, Tobias Sammet, ecc... che con le loro Opere potrebbero portare via la piazza a buffoni pancioni come Andrew Lloyd Webber e compagnia bella. E' la frontiera in cui ci si spinge ancora a forza di braccia. E più forti sono le braccia, maggiore l'entusiasmo, migliore il risultato.
 


Heavy Metal e società. Negli anni ’80 il metal era uno status e l’ascoltatore rispondeva ad una serie di  requisiti fisici, ed in parte anche ideologici, che lo rendevano facilmente riconoscibile. Al giorno   d’oggi invece tutto sembra molto più complesso e difficilmente catalogabile: New Metal, Alternative,   Crossover, ecc… hanno portato ad una modificazione dell’idea e figura del Metallaro. Voi come vi ponete   nei confronti della musica che ascoltate? E’ un semplice passatempo, una passione, una Religione? E come  la trasmettete al di fuori di voi stessi e della cerchia di appassionati?

 

Urka! Massimo rispetto a chi mi ha votato (anche agli altri, eh...). Sicuramente quando ho proposto il tema, volevo parlare di qualcosa di preciso... che ora ho scordato ..................
..............................................................................................................................
Mi sembra di essere tornato a scuola, quando per tre quarti del tempo disponibile fissavo la filigrana dei fogli, per poi scrivere di getto negli ultimi 20 minuti. Già... la scuola. Ma quando ho iniziato a "sentirmi metallaro"? Forse era proprio di questo che volevo parlare: di omologazione. Perchè ascoltare metal, ed essere metallaro è un po' diverso... A tantissimi piace "Nothin' else matters". Quasi tutti conoscono linkin' park o Evanescence e hanno una o due canzoni preferite. Tanti portano magliette degli Iron o dei Cradle... alcuni senza mai aver sentito una canzone. Ma questi soggetti non si possono definire "metallari".
A me piace Eminem. Alcune sue canzoni vanno dritto al punto. E' uno che ha qualcosa da dire e lo fa egregiamente. Ma non posso definirmi "rapper". Ecco, questa è la confusione che si crea un po' tra i giovani d'oggi. Appena si nota un qualche segno che va al di fuori della giusta e sacrosanta omologazione definita dal mondial-mtv-trend, scatta immediata l'etichetta.
Ho già raccontato del mio incontro col metal. Non mi sono sentito subito un metallaro: mi interessavano uno o due gruppi. Niente di più. Solo dopo molti ascolti, concerti e cd acquistati ho maturato la convinzione del mondo in cui ero entrato. Un mondo fatto non di emarginati sociali che si fanno crescere i capelli e  si vestono di nero e cuoio. Ma una cerchia di "fratelli", che si considerano tali per adesione ad un gruppo eterogeneo di teste pensanti. Senza trend, senza obblighi sociali... così com'è la nostra musica: istinto, forza, voglia di vivere sono gli unici obblighi cui assurgo nel metal.
La maglietta non mi identifica per ciò che ho nel petto, così come i capelli non mi dentificano per ciò che ho in testa. Se mi espongo in qualche modo, lo faccio per provocazione. Mai per ostentazione. E così come la maglietta degli Irons non fa di me un metallaro, nemmeno la cravatta fa di me uno Yuppy.




permalink | inviato da il 31/5/2005 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
17 maggio 2005
Riecco il ritardatario
Mi scuso subito con tutti i miei colleghi. Immagino che trepidanti attendeste lo sciame di caratteri colare dalle mie pagine... e invece, spade, lividi e allergie mi hanno bloccato!
Riprendo oggi l'attività, anzitutto scopiazzando impunemente dalle pagine di Aislinn i link degli altri temi. Domattina invece arriverà il mio.

Articolo di Alexis
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Articolo di Believe_in_Nothing.

Articolo di Cunctator.

Articolo di Luc.

Articolo di Luce Lunare.

Articolo di Ofyp.

Articolo di Skyenergy.

Articolo di The Black Clover.

Articolo di The Dreamers.

Articolo di Tinuviel.

Articolo di Voivoda.

Articolo di Aislinn.



permalink | inviato da il 17/5/2005 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
musica
3 maggio 2005
I am I




Beating with life you promised life,
security, happiness.
Unfortunate son cornered,
cowering in the pit of
circling panes of glass that
surround and reveal the ever present "It".

"It" is my move, my every look,
interpreting gestures,
informing other
what's undercover and
lurking beneath my mask
of this year's featured model.
Is this too much?
Close your eyes.
Care to look inside? I am I!

What may appear
might easily be explained,
but given the situation
of info saturation,
what you feel can never go away.

Steering perception? I am!
Inviting contradiction? I am!
It's my insistence
you keep your distance
from the glare behind my stare.
So this is the way
the game is played.
You can leave now...
but I think you'll stay. I am I!




permalink | inviato da il 3/5/2005 alle 16:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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